Oneri fiscali di un fondo pensione aperto

A grande richiesta, parleremo di come vengono tassati gli utili maturati in un fondo pensione aperto durante un determinato anno.

A prima vista potrebbe sembrare un aspetto trascurabile, noiso, inutile o comunque non chiaro in quanto non comunicato in maniera a mio avviso del tutto trasparente da parte del gestore del fondo.

Purtroppo la legge italiana, cosi’ come molti paesi nell’area EU (esclusa la Svizzera), prevede che i rendimenti realizzati per mezzo di un fondo pensione aperto siano soggetti alla tassazione del 20 %. Si avete capito bene, mentre normalmente la tassazione si realizza quando un fondo o uno strumento finanziario viene venduto, nel caso degli FPA a prescindere che la posizione venga chiusa o meno alla fine di un determinato anno solare, i gestori del fondo provvederanno a regolare con il fisco italiano la posizione sia essa a credito o a debito.

Ipotizziamo che abbiate comprato delle quote di un fondo pensione, per es. un totale di 2000 € e che questo fondo abbia generato un rendimento del 4%. La buona notizia è che a fine anno al netto delle commissioni sarete piu’ ricchi di ben 80 €.
La brutta notizia è che lo stato italiano cerca e riesce a tassare ogni singolo euro duramente guadagnato e messo da parte ne sono un esempio gli utili realizzati / o ancora non realizzati, con operazioni finanziarie. La cosa piuttosto curiosa a mio parere è che comprando azioni avrete una minus/plus valenza soltanto se il vostro investimento sarà chiuso a fine anno ovvero dovrete pagare una tassa.
Nel caso degli FPA invece, una plus valenza si realizza anche quando la posizione non viene chiusa e l’importo dovuto viene sottratto alla fonte dal capitale investito. Sarà il fondo stesso a pagare questa tassa allo stato italiano, se non ci credete guardate il bilancio dei vari fondi.
Ovviamente in caso di minus-valenza questa verrà sottratta nel corso dell’esercizio successivo dalle eventuali plus valenze dovute allo stato.

Tornando al nostro esempio, degli 80 € che avrete guadagnato grazie al vostro fondo pensione, il 20% spetterà di diritto allo stato italiano; in poche parole 16 € verranno sottratti dalla disponibilità del vostro fondo e il FPA si occuperà gentilmente di inoltrare gli introiti allo stato italiano. Alla fine porterete al nuovo anno 64 € di utile + 2000 € = 2064 €.

Il mio stupore nasce dal fatto che nel caso compriate azioni o ETF mettiamo per pari valore di 2000 €, se questo investimento non viene chiuso nel corso di un determinato anno, nessuna minus/plus-valenza sarà dovuta dallo/allo stato.

Che ne pensate? Onesto no?


Alcune differenze tra fondi pensione attivi e fondi passivi

I fondi pensione possono seguire un benchmark e in questo caso si parla di fondi pensione passivi oppure cercare di battere l’indice di riferimento, sono quindi classificati come fondi pensione attivi. Se seguono il benchmark in teoria i gestori del fondo dovrebbero fare il possibile per replicarlo generando un rendimento il piu’ possibile vicino al benchmark/indice di riferimento.

Allianz con il suo fondo Insieme dichiara di seguire questi due benchmark nelle percentuali indicate: –

5% Boltaly BOT Lordo
95% MSCI World Free Total Return € Hedge

Quindi il risultato della gestione (se fatta bene da parte di Allianz) dovrebbe essere il piu’ possibile in linea con quanto sopra.

Se l’indice “MSCI World Free Total Return € Hedge” in un determinato periodo, di solito un anno, fa per es. +7% mi aspetterei che pure il fondo facesse +7% (a cui togliere le commissioni, il famoso ISC che se ricordo bene per Allianz Insieme linea Azionaria è 0,8%).

Alla fine dell’anno dunque se il gestore Allianz ha fatto il suo lavoro come si deve, ti dovrebbe rimanere un rendimento netto il piu’ vicino possible a 7-0,8=6,2% (da cui togliere oneri fiscali ).

Il grafico mostra il discostamento dei rendimenti dai benchmark nel corso degli ultimi 10 anni per i vari fondi pensione aperti e con queste informazioni viene calcolato il relativo tracking error. Piu’ basso è il tracking error, meglio viene replicato il benchmark. Ovvero, se in un determinato anno i mercati vanno male (per es. -5%) e il tuo fondo ha un basso tracking error, ti troverai ad avere un rendimento circa del -5%, se invece il gestore fa di testa sua (alto tracking error, semplificando) avrai un discostamento che potrebbe essere anche di parecchi punti percentuali (-7% etc).

In alcuni casi potrebbe andarti bene e magari portare a casa un rendimento positivo pero’ parti dal presupposto che nessuno puo’ azzeccare sempre in che direzione va il mercato… Magari gli va bene una, due, tre volte… ma nel lungo termine a mio parere replicare l’indice è il modo migliore di portare a casa qualche guadagno (vedi etf).


Come scegliere il fondo pensione aperto migliore

Per chi fosse indeciso quale fondo pensione aperto FPA comprare mi sono preso la briga di preparare un confronto dei tracking error su 10 anni di quelli tra cui ero indeciso. Il dato contrassegnato con il numero 1 rappresenta il 2019 e i successivi sono gli anni in ordine decrescente.

Questi i parametri da tener d’occhio nella fase di valutazione di un fondo pensione aperto in ordine di importanza:

  1. Tracking error
  2. Capitalizzazione
  3. Performance varie in confronto alla classe di riferimento
  4. Contenuto del portafoglio (azioni, obbligazioni, ETF, OICR, fondi)
  5. ISC/TER

Quelli mostrati sono alcuni dei parametri che utilizzo per valutare un fondo e decidere se rappresenta la scelta migliore.

Piu’ basso il tracking error, meglio segue il fondo l’andamento del benchmark. I dati sono mostrati al netto delle commissioni, al lordo degli oneri fiscali e sono aggiornati a fine 2019. Gli anni sono rappresentati in ordine decrescente dal 2019 fino al 2009.

Appena pubblicano i dati del 2020 aggiorno il grafico e a quel punto ci sarà da ridere. Queste informazioni dovrebbero apparire a partire da fine Marzo o primi di Aprile basandoci su quanto accaduto gli scorsi anni.

Heyjack